L'approccio al lavoro di comunità

Pubblicato il 4 giugno 2024 alle ore 23:03

Quando si parla di lavoro sociale e di interventi, è sempre necessario includere il contesto nelle riflessioni di progettazione, poiché ogni intervento sociale si realizza all'interno di un contesto ben definito, costituito dall'ambiente formalizzato e istituito. Il contesto rappresenta l'insieme di elementi che agiscono direttamente o indirettamente sull'azione sociale, configurandosi come opportunità o ostacoli, influenzando profondamente la qualità della vita delle persone e le opportunità di partecipazione e inclusione sociale.

I contesti comprendono una varietà di elementi che caratterizzano la situazione interattiva: il luogo, le norme, la cultura, i valori, gli interlocutori e le loro caratteristiche personali, i ruoli e i sistemi di premesse. Il contesto è anche inteso come l’insieme di condizioni naturali e culturali che costituiscono il quadro della vita di un individuo e che possono agire su di lui. Tale complessità richiede che, nel lavoro educativo, le istituzioni, la rete di supporto e i singoli operatori considerino attentamente il contesto territoriale.

Ma quando si parla di Lavoro Sociale di comunità, qual è il contesto a cui bisogna riferirsi?

In questa accezione, il contesto racchiude al suo interno anche la comunità. Per comunità si può intendere una vasta gamma di significati: può essere intesa come una località condivisa da un insieme di persone oppure come la condivisione di interessi, valori o culture. Nelle scienze sociali, il termine comunità non si riferisce prevalentemente a zone delimitate da confini geografici o territoriali, ma piuttosto al senso di appartenenza condiviso.

Il termine "progettare" deriva dal latino, combinando "pro" (davanti) e "iacere" (gettare), suggerendo l'idea di "lanciare avanti", "mettere in mostra" o "esporre". Progettare implica concepire qualcosa e pianificarne l'attuazione in base alle possibilità e alle modalità pratiche disponibili. All’interno dell’ambito sociale, il lavoro di comunità si configura come il processo tramite cui si supportano le persone a individuare gli strumenti utili ad assolvere bisogni, rispondere alle domande o, talvolta, a risolvere eventuali problemi, nonché sviluppare senso di appartenza attraverso iniziative collettive.

Negli ultimi decenni, sta emergendo la consapevolezza che la conditio sine qua non della progettazione in ambito sociale è rappresentata dalla partecipazione, tendendo al cambio paradigmatico della visione nei confronti dell'utente, affinché possa egli diventare agente attraverso un processo di ricalibrazione del rapporto di potere.

Il professionista dell'educazione sociale che lavora in comunità deve concentrarsi sulle differenze concettuali nell'ambito della sua attività. All’interno delle mura dei servizi, l’operatore applica un approccio di “presa a carico", mentre nel lavoro comunitario è essenziale applicare una metodologia basata sulla promozione dell'empowerment. 

Nella concezione più comune del Lavoro Sociale è più facile immaginare interventi realizzati da servizi, guidati da modelli di riferimento che si basano su standard di qualità. Tuttavia, gli interventi di Community Care che si prestano a metodologie proprie delle istituzioni tendono a disperdersi a causa degli ostacoli, delle irrazionalità e, a volte, degli effetti monopolizzanti delle burocrazie pubbliche e delle organizzazioni sociali managerializzate. L'approccio informale, invece, viene descritto come un metodo educativo non strutturato che differisce dalle forme tradizionali e istituzionalizzate di educazione. Esso si concentra su attività partecipative e contestualizzate, mirate a promuovere l'empowerment e la crescita personale attraverso esperienze significative. Questo tipo di intervento mira a promuovere un'interazione flessibile tra operatori e persone, nonché tra membri della comunità stessa. La metodologia informale stimola la creatività, l'innovazione e la capacità di proporre nuovi schemi interpretativi, inoltre favorisce una maggiore partecipazione e cooperazione tra i membri della comunità, rafforzando i legami sociali.

L'approccio informale nel lavoro educativo

L'emergere di necessità legate alla promozione territoriale richiede quindi l'abbandono del modello tradizionale di intervento educativo, spesso di tipo contenitivo e correttivo, in cui l'educatore interviene da una posizione superiore per gestire e normalizzare situazioni considerate disfunzionali. Questo approccio deve essere sostituito dalla figura dell'educatore-animatore di comunità, che arriva a conoscere l'utenza in maniera informale, senza vincoli di spazio-tempo, scoprendo e riconoscendo l'identità e le specificità singole e collettive, stimolando la comunicazione e l'attivazione delle risorse intrinseche del gruppo.

L’approccio informale attiva l’empowerment e il protagonismo delle persone attraverso la creazione di reti territoriali e di welfare di comunità. Attraverso questo metodo d’intervento si riconosce il bisogno di promuovere interazioni, di rinforzare i legami tra le istituzioni e le persone, questo tipo di welfare di comunità integra tutte le risorse dei servizi sociali, delle associazioni del terzo settore e delle persone. Attraverso l’approccio informale è possibile coinvolgere in maniera attiva le persone, stimolando così la collaborazione che dà luogo a proposte territoriali innovative e produttive. Questo metodo stimola una continua verifica della legittimità e dell’efficacia delle azioni intraprese, permettendo il confronto con altre realtà. 

 

#ImpegnoSociale

 

Riferimenti:

  • Brandani, W., & Tramma, S. (2014). Dizionario del lavoro educativo. Carocci.
  • Bollani, M., Candia, L., Nuzzo, A., & Venturini, A. (2022). Disabilità e vita indipendente? Si può fare! Editrice La Scuola.
  • Calcaterra, V. (2017) Il lavoro sociale di comunità. Erickson
  • D’Arcangelo, L. (2015). Welfare di comunità e inclusione sociale. Rivista del Diritto della Sicurezza Sociale, 15(1), 26-57.
  • Donadio, A., Fernandez, F. B., De Agostini, F., Donadio, A., Marrone, M., Mazzini, R., Pavan, S., & Zevola, E. (2023). Educazione informale. Amnesty International.
  • Folgheraiter, F. (2017). Manifesto del Metodo Relational Social Work. Erickson
  • Folgheraiter, F. (2022). Parole sociali.
  • Fontana-Lana B. et al., (2022). Formare la persona con una disabilità intellettiva all’autodeterminazione e alla partecipazione civica. Edizioni Fondazione Ares.
  • Leone, L. Prezza, M. (2003). Costruire e valutare i progetti nel sociale. FrancoAngeli
  • Medeghini, R., (2006). Disabilità e corso di vita.
  • Medeghini, R., Valtellina E., (2006). Quale disabilità?
  • Miceli, V. (2010). Dialoghi contestuali: l’educatore nella comunità. Amaltea: Trimestrale di cultura, Anno V, Numero tre, settembre.
  • Nuzzo, A. (2021). Partecipazione sociale. Univers@bility La Rivista.
  • Tramma, S. (2010). Pedagogia sociale. Guerrini Scientifica.
  • Twelvetrees, A. (2006). Il lavoro sociale di comunità. Come costruire progetti partecipati.

Impegno Sociale è un'iniziativa che mira a promuovere la conoscenza del Lavoro Sociale attraverso ricerche, articoli scientifici ed editoriali, offrendo supporto a individui e enti attivi nel settore.

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Commenti

Francesco
un mese fa

Vi devo ringraziare sinceramente perni contributi che offrite.
Gli articoli sono veri spunti di riflessione per la pratica professionale.

Inoltre, avete una quantità di riferimenti bibliografici che sono un vero tesoro.