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SALUTE E BENESSERE

Sigaretta in bocca:
a cura di: Barbara Truccolo


Quante volte avrete sentito dire dalle persone, fumatrici, a voi care, o voi stessi, se fumatori, avrete detto e ripetuto frasi del tipo “… E‘ ora di smettere di fumare…”, “…Finito questo pacchetto smetto…”, e tante tante altre, ma poi ecco che il fatidico gesto di mettere in bocca la sigaretta, si ripete nuovamente e le parole dette svaniscono in  fumo. A nulla valgono le scritte fortemente intimidatorie che impazzano sui pacchetti prodotti.

 

Scritte pubblicate dalle multinazionali del tabacco, con la scusa di mettere a conoscenza i “cultori del vizio”, sui pericoli a cui si può incorrere fumando, ma con il reale fine di evitare rivalse da parte dei consumatori che non fanno altro che intaccare il loro inestimabile e prolifico patrimonio. Più che avvertenze contro la salute, tali scritte possono essere tranquillamente interpretate come una delle tante modalità attuate dai produttori per lavarsi la coscienza di fronte ai continui decessi che colpiscono sia i fumatori attivi che quelli cosiddetti passivi.

 

In soccorso ai poveri fumatori che vogliono smettere e si sentono più che convinti e motivati a farlo, ecco che le librerie vendono manuali su manuali che dispensano consigli a tutto andare sottolineando che con un pizzico di buona volontà e il desiderio reale di smettere,   ottenere il risultato sperato non è poi così difficile. Nel suo libro, “ E’  FACILE SMETTERE DI FUMARE se sai come farlo”, Allen Carr aiuta i futuri ex-fumatori ad imparare a viversi diversamente nella quotidianità, incominciando a considerare il fumo sempre più in modo dispregiativo,  fino a prendere la decisione “spontanea” di non voler avere più a che fare con questo vizio.  Allen Carr, aiuta i lettori fumatori a guardare i compagni di vizio in modo negativo, facendoli soffermare e riflettere su immagini quotidiane tipo,  così diventa più semplice desiderare di smettere di far parte del gruppo, e andare in continuazione dal tabaccaio viene vissuto a poco a poco come una vergogna della propria debolezza di fronte alle “bionde”. Secondo tale autore, quindi è proprio il cambiamento che avviene nell’individuo a far sì che viva più facilmente e indolore la disintossicazione e l’uccisione di quello che lui stesso definisce il piccolo mostro che si annida dentro il fumatore e che prende vita subito al momento della prima sigaretta richiedendo in continuazione allo sventurato che lo ospita nicotina su nicotina per preservare la propria sopravvivenza.

 

Ma è veramente così facile smettere? In realtà io ho provato a leggere il libro succitato, e anche se effettivamente mi ha fatto riflettere su molte cose, che comunque mi sono rimaste e continuano a rimanere impresse nella mia  mente, alla fine ho smesso di fumare solo dopo una bruttissima tosse che mi ha sconquassato i polmoni, e devo dire comunque che l’ho fatto sì per il mio benessere, ma confesso che ci sono dei giorni in cui il mio pensiero fisso è quello di accendermi una sigaretta e di poterla aspirare senza problemi, e qualche settimana fa me ne sono fumata pure una, per fortuna però è stato un episodio isolato. D’altronde, se si pensa alla denuncia che Jeffrey Wigand, ex vice presidente del settore Ricerca & Sviluppo del colosso del tabacco Brown & Williamson,  ha fatto contro la sua azienda, e da cui è stato tratto il film “The Insider” interpretato da Russel Crowe e Al Pacino, si capisce il perché non è poi così semplice farlo. Infatti Wigand, ha preferito perdere il suo prestigioso posto di lavoro, ed in seguito anche la propria famiglia, per far conoscere la verità scioccante sull’industria del Tabacco che mischia additivi alla nicotina, con lo scopo di aumentare la dipendenza dalle sigarette rendendo quindi più dolorosa anche fisicamente, la disintossicazione da queste ultime.

 

Ovviamente, questa rivelazione non deve essere usata come scusa per non smettere di fumare, o per non provare a farlo, poiché alla fine penso che checché se ne dica, è la forza di volontà insita dentro ognuno di noi, che ci spinge ad essere più forti e a raggiungere realmente tale obiettivo, sempre che lo si desideri veramente e non solo a parole. Di fronte al  “desiderio/dubbio amletico”  se smettere o non smettere, non ci si può dimenticare dell’emblematico ed ironico  personaggio letterario di Zeno Cosini, nato dalla fantasia e maestria di  Italo Svevo, che una volta convintosi che il fumo può nuocere la salute, passerà il resto della sua vita a fumare l’ultima sigaretta, dandosi scadenze vere e proprie, con date scritte ovunque, arrivando a farsi ricoverare, ahimè, inutilmente anche in una clinica. Zeno Cosini, in tal caso insegna come purtroppo per i fumatori sia così facile trovare scuse su scuse per rimandare la decisione fatidica e la sua messa in atto, questo però non deve scoraggiare in quanto se si è realmente consapevoli della scelta che si è presa e si è convinti di poterci riuscire, credetemi non ci sono corsi o manuali che tengano, in quanto i risultati sono garantiti, così come testimoniano le molte persone che effettivamente sono riuscite a dire addio al fumo.

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